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Che cosa non si può compostare?

Se come me consumate tantissimi sottoli e avete il pallino della frittura vi sarà almeno venuta una volta in mente di compostare quella roba appiccicosa e puzzolente. Mi dispiace deludervi, ma rientra nelle categorie che sono sostanzialmente impossibili da riciclare in questa maniera.

Diamo un’occhiata a che cosa non compostare e che cosa invece stranamente sì.

1 Olio, grasso e sgocciolature di griglia

Tutti i materiali lipidici, in particolare quelli che hanno subito una trasformazione a caldo sono praticamente incompostabili e anche una piccola quantità può dare grossi problemi all’equilibrio del risultato finale.

Questo non vuol dire che il fondino appiccicato della scatoletta di tonno con qualche pezzetto di pesce rimasto non si possa compostare, ma sarebbe meglio non farlo. Non ha invece nessun senso prendere un vasetto puzzolente e rovesciarlo nella compostiera, perché ucciderà praticamente tutta la flora e non verrà digerito e trasformato.

I grassi di origine animale e vegetale vanno conferiti a parte degli appositi bidoni e saranno poi raffinati e usati dall’industria o per preparare combustibili, come alcuni tipi di gasolio.

Se compostate dell’unto quello che poi metterete sul terreno rovinerà completamente la coltivazione. Infatti nel caso peggiore l’olio resterà in superficie e formerà un velo che impedirà lo sviluppo di gran parte delle piante che avete seminato. Oppure formerà dei grumi destinati a indurirsi e a rendere praticamente cemento un terreno con un buona componente minerale.

2 Ossa di animali

Non è che non siano compostabili, ma è tempo perso non vengono attaccati dai batteri e contengono troppo grasso. Il rischio principale è che buttando nella compostiera delle ossa di animale queste restino lì in eterno. Se poi dovrete trattare il risultato finale con una spargi letame il rischio che una scheggia si blocchi nelle pale e ve le rovini non è un buon investimento.

Le ossa grandi, non quelle di pollo o di coniglio, purtroppo devono essere gettate via. Oppure se proprio volete insistere potete provare bruciandole nella stufa, anche questa è una pessima idea. Infatti se da un lato le rende friabili e capaci di sgretolarsi, dall’altro farà emettere alla vostra stufetta un odore terribile che vi accompagnerà per settimane.

Inoltre la parte volatile del grasso renderà più appiccicosa si mescolerà alla fuliggine e la vostra stufa lavorerà peggio, obbligandovi a manutenzioni frequenti.

Con un segaossa da macellaio si possono ridurre i pezzi più grandi, ma non è sempre una soluzione adatta.

3 Cenere e carbonella

In questo caso il discorso è piuttosto complicato. Lo approfonderemo a parte, perché la materia organica bruciata risulta in genere compostabile, se non contiene residui di vernice e sostanze pericolose come la plastica.

In teoria anche la carbonella si può compostare, se non minerale. Però ha il difetto importante di avere un pH molto spesso decisamente decisamente virato verso l’acido o il basico spinti.

In generale piccole quantità si possono tranquillamente compostare, anche nel caso di pellet, ma non bisogna esagerare, perché il rischio è quello di bloccare lo sviluppo degli agenti digestori, che semplicemente verrebbero uccisi dall’effetto sterilizzante della cenere.

…e i gusci d’uovo?

Strano ma vero sono compostabilissimi, perché sono fragili, offrono un buon apporto di minerali che saranno rilasciati però in un tempo infinitamente lungo, ma ogni volta che rimescolate si scioglieranno progressivamente.

Alla fine sono un buon compromesso, soprattutto per chi ne fa un largo utilizzo. Inoltre la presenza di guscio d’uovo sbriciolato all’interno del compost la renderà meno appetibile ai lumaconi dl passaggio.

Infatti per qualche motivo legato alla ai bordi affilati quelle bestiacce li odiano. Per questo io quando faccio il compost non manco mai di aggiungere tutti i gusci di uova che posso, e sono anche ottimi per salvare le coltivazioni in orto.